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Apr 29

LA CONCEZIONE MATERIALISTICA DELLA LOTTA POLITICA

Leggendari eroi del nulla, spigolose racchione a tutela della dignità della donna, sacerdoti laici della pubblica moralità, creativi di modelli sociali sussulti dalle sacre scritture, si sono uniti in questa ennesima crociata contro il Monarca assoluto che mette in pericolo la democrazia conquistata con la resistenza e la bella Costituzione dei padri fondatori. Anche le somare velinette rosse della parentopoli sinistrorsa, finite in Parlamento al posto di padri per limiti di età e mariti potenti, nei giornali, alla RAI, nei consigli di amministrazione di importanti società, negli enti locali e nelle regioni, titolari di corsi universitari inutili, beneficiate di incarichi ben retribuiti, al comando di associazioni ONLUS e cooperative sostenute da denaro pubblico, fanno fronte comune contro il regime abusivo del sultano Berlusconi. Il motivo delle crociate è dovuto alla fede incrollabile dei fedeli della sinistra democratica, edizione prima e dopo il 1989. Mettono in moto considerevoli masse di popolo che, per vergogna di un impresentabile passato, si autodichiarano neutrali, adottando i nuovi colori del viola, del giallo o le bandiere della CIGL. La crociata contro il Maligno è una spedizione essenzialmente militare, considerata opera meritoria dal papato, dai mimetizzati nemici di Berlusconi presenti nella Magistratura, nel giornalismo, nel sindacato, nella confindustria, nelle associazioni  e nelle cooperative di estrazione comunista. Partecipano a questo golpe a luci rosso-bianche finti progressisti e democratici che fortunatamente hanno trovato un nuova icona in quella bella persona dello scrittore di “Gomorra”. Saviano dedica la laurea in giurisprudenza agli eroici Magistrati di Milano, come se fossero in prima linea contro i mafiosi, i camorristi, i terroristi, gli stupratori, i pedofili e tutti coloro che mettono in pericolo l’incolumità delle persone e l’ordine pubblico (a cui ovviamente si dedicano pure loro come il resto dei Magistrati italiani). Non può sfuggire che la dedica di Saviano ai tre Magistrati rappresenta un chiaro allineamento con i nemici di Berlusconi ed una posizione acritica sulle ipotesi sostenute da questi Magistrati. A fronte dei reati perpetrati da pericolosi delinquenti, nella narrazione di Saviano, il reato di Berlusconi sarebbe non andare a letti con i “fagotti” e non andare a letto sempre con la stessa! Si unisce Saviano a tutti i falsi cantori del bene comune, agli indegni difensori degli interessi superiori della gente. Un penoso viaggio verso la Terrasanta della legalità a senso unico, del progresso democratico a corrente alternata, contro gli eretici della dignità e dei valori supremi delle famiglia, delle donne, della stessa Costituzione. Ecco cosa gridano le masse di popolo della unione delle sinistre: “dimettiti Berlusconi per il bene del Paese, perché hai occupato indebitamente e indegnamente il Governo con la tua compagine di Ministri e Sottosegretari servi sciocchi”. Questa improvvida invasione del potere deve cessare con le volontarie dimissioni ed assicurare ai degni oppositori di mettere insieme un nuovo Governo di responsabilità con Casini, Fini, Bocchino, Di Pietro, Bersani, Bindi, Veltroni, Vendola ed il dimenticato D’Alema e forse qualche Magistrato di Milano. Così i pellegrini dell’arcobaleno, delle marce contro le guerre, gli spontanei protagonisti delle pacifiche rivolte studentesche, i difensori dei clandestini denunciati per reati, dei tolleranti difensori degli stupratori, di quelli che armano le mani e caricano di violenza coloro che aggrediscono Il Presidente del Consiglio, i mercanti e faccendieri che attendono il loro turno, potranno di nuovo governare il Paese per un grande Rinascimento. Non occorre chiedere il parere del popolo sovrano, bastano le dimissioni del colpevole di indicibili malefatte, secondo gli inderogabili principi della Santa Costituzione. Saviano è una bella icona e non può che esaltare tutti noi, ma una icona importante usata impropriamente può determinare effetti negativi. Anche per le migliori intenzioni. Dice Marx “i rapporti giuridici e le forme dello Stato non possono essere compresi né per se stessi né per la cosiddetta evoluzione generale, ma hanno le loro radici nei rapporti materiali dell’esistenza. L’uomo di cultura deve dissociarsi dalle posizioni astratte e dichiarative e comprendere i fenomeni politici e sociali nello stesso modo in cui Saviano ha materialmente esaminato e analizzato il fenomeno della criminalità organizzata. Puntualmente ricostruendo il fatti. Gomorra non è solo un libro straordinario, ma un’opera sociologica su un segmento appunto della criminalità organizzata.  Altrimenti ci troveremo nella atroce dicotomia di condividere e respingere le idiozie della professoressa Luciana Littizzetto che, in altro argomento, prima denuncia che gli insegnanti non sono tutti uguali, alcuni lavorano con impegno altri lavorano poco, ma è contraria agli incentivi economici per i più produttivi, in quanto tutti devono lavorare al meglio. Aggiunge la simpatica Littizzetto che “con la protesta studentesca è scoccata una scintilla di vita in un Paese in cui non si muove più nulla, non si parla più da tanto tempo, bisogna aprire un vero dialogo (forse si riferisce a quello fatto di mazzate, danneggiamenti, assalti alla Polizia, violenze e maltrattamenti contro chi non è d’accordo). Si parla di un cittadino astratto, consegnato all’eterno “dovrebbe essere”, lontano dal “come è”, dalla realtà. Saviano è chiamato ad usare la sua bella icona sulla strada della scienza, della conoscenza del reale. Se la concezione materialistica della storia è ancora oggi uno strumento di analisi per comprendere la realtà (Marx cancellò in un colpo solo il socialismo idealistico dell’ottocento), allora forse un grande  come Saviano ha fatto una scelta improvvida, intraprendendo l’impegno politico da una parte, nonostante gli interessati applausi di coloro ai quali al momento fa comodo. Per i bolscevichi italiani i socialdemocratici erano pericolosi traditori, servi dei padroni; per i comunisti italiani (anni 80) la “governabilità”  proposta da Craxi era una truffa politica per consegnare la sinistra ai forchettoni democristiani; l’applauso acritico e incondizionato al P.M. Di Pietro, che incarcerava i ladri socialisti e democristiani, ha generato la seconda Repubblica. Come insegna Feuerbach la enunciazione dei c.d. valori laici e moralistici non è altro che religione trasportata in pensieri e sviluppata nel pensiero, “un’altra forma di alienazione dell’essere umano da condannare parimenti”. E’ il mondo materiale conoscibile che genere le idee e non sono le idee che generano il mondo materiale. Le idee non hanno il loro fondamento in categorie immanenti della mente umana, indipendenti dall’esperienza. Più di 150 anni fa Marx e un po’ meno Feuerbach avevano capito che la nostra percezione del mondo materiale è condizionata dalla realtà  (o da una sua lettura attraverso sempre dati empirici) e non è data una volta per tutte ed immutabile, ma è anch’essa parte di un mondo fenomenico: un prodotto storico. I Magistrati di Milano, che possono agire come meglio credono, non sono il clone di una categoria con un unico DNA, con un pensiero unico, con un unico scopo, con una unica propensione nello svolgimento della funzione. Non sono tutti santi ed eroi. Aggiunge Marx, gli uomini creano e soddisfano continuamente i loro bisogni, generandone al tempo stesso sempre di nuovi. Non è scontato che i Magistrati di Milano, indicati da Saviano, vogliano applicare fedelmente ed imparzialmente il dettato della legge.

Carlo Priolo

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